Dopo venti minuti, quando era chiaro che il film questione
era ambientato in uno sperduto stato dell’Africa, con un protagonista ed eroe
africano, circondato da una tribù guarda a caso anch’essa di chiare origini
africane! -, un bambino sui dieci anni accanto a me, si gira verso il padre e
gli dice ma pà questo film è pieno di
negri.
Evviva.
Questo non è lo spirito giusto per affrontare Black Panther.
Evviva.
Questo non è lo spirito giusto per affrontare Black Panther.
Perché la nuova pellicola firmata Marvel alla fine è un inno
all’integrazione e all’identità di un popolo, ma non c’è speranza nel suo
messaggio se la si vede solo come una storia dell’ennesimo supereroe che vuole
salvare il mondo. Anche IronMan nella sua opulenza ci insegna qualcosa; anche
Capitan America, nella sua forza fisica ci insegna qualcosa, così come Hulk
nella sua rabbia, Doctor Strange nella sua misticità e Thor nella sua imbattibilità.
Ma essendo personaggi bianchi accettiamo la lezione.
Black Panther è nero, e un ragazzino bianco chiaramente ignorante e irrispettoso
non vorrà mai assimilare i valori di un personaggio che canonicamente non gli
appartiene.
Ma non prendiamoci in giro: un eroe africano avrebbe creato scompiglio e fastidio cinquant’anni fa.
Ma non prendiamoci in giro: un eroe africano avrebbe creato scompiglio e fastidio cinquant’anni fa.
Benvenuti nel 2018. Abbiamo i Trump e i Salvini,
abbiamo una fiumana di immigrati che periodicamente chiede aiuto verso una vita
migliore, abbiamo nei nostri discorsi una bava di razzismo che ancora ci fa
rabbrividire.
E ieri avevo, dall’altro lato della poltrona, quattro ragazzi africani che a
malapena parlavano italiano e che, esaltatissimi davanti al film, talvolta si
chiedevano tra di loro cosa dicessero i protagonisti.
Il film: la narrazione e il ritmo
Nel momento in cui T’Challa sale al trono (il padre, si sa, è morto durante l’ultimo film di Cap) diventa sia Black Panther (cioè il guerriero protettore del Wakanda) sia Re di tutti i popoli che compongono il suo stato. Certamente le schermaglie interne al paese non mancano, ma è una verità scomoda a dare il via al viaggio dell’eroe, alla sua trasformazione contro un personaggio che vuole rubargli il trono.
Le dinamiche narrative si diramano in più sensi: la famiglia,
che oltre comprendere la madre e la sorella (che personaggio! Sicuramente il
mio preferito del film), abbraccia anche la ex del nuovo re e l’intero esercito
di guerriere – si, esatto, guerriere #timesup
guys -; gli affari esteri che il Wakanda ha sottovalutato da sempre
nascondendosi dall’ONU e creando involontariamente un commercio illegale di
vibranio; la paura di condividere la propria tradizione e cultura sedimentata
nell’abitudine e nel pregiudizio; la verità della propria storia, i segreti detti
a fin di bene che però prima o poi si palesano creando problemi.
Tutto è unito
dal denominatore comune di un mondo tanto tribale quanto avanzato in cui l’eredità
dei padri è fondamento di ogni decisione. Ma questi padri è tempo di rottamarli
per andare avanti.
A livello di eventi, nulla di spettacolare. Leggendo i
manuali di scrittura si può capire ogni singolo momento del film e anche prevederlo
perché l’arco di cambiamento di un eroe passa per alcuni momenti chiave e necessari
all’introduzione, ma è la narrazione visuale che è da sottolineare.
Black Panther narra coi colori.
Suppongo che l’artbook di questo film sia qualcosa di pazzesco.
Le ambientazioni, i trucchi, i costumi e gli inserti tecnologici sono il motore visivo di tutto. C’è ritmo e cultura nella scelta di ogni abito e di ogni set, e c’è tutto il divertimento dei reparti grafici che hanno tirato fuori un mondo inesplorato che ha permesso loro di inventarsi il futuro una volta ancora.
Le ambientazioni, i trucchi, i costumi e gli inserti tecnologici sono il motore visivo di tutto. C’è ritmo e cultura nella scelta di ogni abito e di ogni set, e c’è tutto il divertimento dei reparti grafici che hanno tirato fuori un mondo inesplorato che ha permesso loro di inventarsi il futuro una volta ancora.
Le conseguenze di BP
Nel mondo Marvel il Wakanda romperà le regole, porterà modernità e toglierà una serie di stereotipi dai canoni supereroisitici visti finora. In Infinity War, il prossimo film Avenger in arrivo a maggio, sarà uno dei luoghi chiave della battaglia a Thanos e doterà alcuni degli eroi a cui siamo ormai affezionati di nuove armi (basta aspettare la scena post-credit per capire qualcosa…).
In poche parole, Black
Panther è un film moderno nel mondo Marvel, è un film che spacca in ogni
senso (metaforico e narrativo) ed è eticamente utile per tutti quei bambini
incredibilmente irrispettosi che fanno ancora differenze usando la parola razza per etichettare una persona. Basta
poco per essere degli eroi: cominciamo dal non usare la parola negro in quel modo.

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