domenica 18 febbraio 2018

BLACK PANTHER - È tempo di un eroe diverso


Dopo venti minuti, quando era chiaro che il film questione era ambientato in uno sperduto stato dell’Africa, con un protagonista ed eroe africano, circondato da una tribù guarda a caso anch’essa di chiare origini africane! -, un bambino sui dieci anni accanto a me, si gira verso il padre e gli dice ma pà questo film è pieno di negri.
Evviva.
Questo non è lo spirito giusto per affrontare Black Panther.


Perché la nuova pellicola firmata Marvel alla fine è un inno all’integrazione e all’identità di un popolo, ma non c’è speranza nel suo messaggio se la si vede solo come una storia dell’ennesimo supereroe che vuole salvare il mondo. Anche IronMan nella sua opulenza ci insegna qualcosa; anche Capitan America, nella sua forza fisica ci insegna qualcosa, così come Hulk nella sua rabbia, Doctor Strange nella sua misticità e Thor nella sua imbattibilità. Ma essendo personaggi bianchi accettiamo la lezione.
Black Panther è nero, e un ragazzino bianco chiaramente ignorante e irrispettoso non vorrà mai assimilare i valori di un personaggio che canonicamente non gli appartiene.
Ma non prendiamoci in giro: un eroe africano avrebbe creato scompiglio e fastidio cinquant’anni fa.
Benvenuti nel 2018. Abbiamo i Trump e i Salvini, abbiamo una fiumana di immigrati che periodicamente chiede aiuto verso una vita migliore, abbiamo nei nostri discorsi una bava di razzismo che ancora ci fa rabbrividire. 
E ieri avevo, dall’altro lato della poltrona, quattro ragazzi africani che a malapena parlavano italiano e che, esaltatissimi davanti al film, talvolta si chiedevano tra di loro cosa dicessero i protagonisti. 

Il film: la narrazione e il ritmo

 Nel momento in cui T’Challa sale al trono (il padre, si sa, è morto durante l’ultimo film di Cap) diventa sia Black Panther (cioè il guerriero protettore del Wakanda) sia Re di tutti i popoli che compongono il suo stato. Certamente le schermaglie interne al paese non mancano, ma è una verità scomoda a dare il via al viaggio dell’eroe, alla sua trasformazione contro un personaggio che vuole rubargli il trono.

Le dinamiche narrative si diramano in più sensi: la famiglia, che oltre comprendere la madre e la sorella (che personaggio! Sicuramente il mio preferito del film), abbraccia anche la ex del nuovo re e l’intero esercito di guerriere – si, esatto, guerriere #timesup guys -; gli affari esteri che il Wakanda ha sottovalutato da sempre nascondendosi dall’ONU e creando involontariamente un commercio illegale di vibranio; la paura di condividere la propria tradizione e cultura sedimentata nell’abitudine e nel pregiudizio; la verità della propria storia, i segreti detti a fin di bene che però prima o poi si palesano creando problemi. 
Tutto è unito dal denominatore comune di un mondo tanto tribale quanto avanzato in cui l’eredità dei padri è fondamento di ogni decisione. Ma questi padri è tempo di rottamarli per andare avanti.
A livello di eventi, nulla di spettacolare. Leggendo i manuali di scrittura si può capire ogni singolo momento del film e anche prevederlo perché l’arco di cambiamento di un eroe passa per alcuni momenti chiave e necessari all’introduzione, ma è la narrazione visuale che è da sottolineare. Black Panther narra coi colori. Suppongo che l’artbook di questo film sia qualcosa di pazzesco. 
Le ambientazioni, i trucchi, i costumi e gli inserti tecnologici sono il motore visivo di tutto. C’è ritmo e cultura nella scelta di ogni abito e di ogni set, e c’è tutto il divertimento dei reparti grafici che hanno tirato fuori un mondo inesplorato che ha permesso loro di inventarsi il futuro una volta ancora.
 

Le conseguenze di BP 

Nel mondo Marvel il Wakanda romperà le regole, porterà modernità e toglierà una serie di stereotipi dai canoni supereroisitici visti finora. In Infinity War, il prossimo film Avenger in arrivo a maggio, sarà uno dei luoghi chiave della battaglia a Thanos e doterà alcuni degli eroi a cui siamo ormai affezionati di nuove armi (basta aspettare la scena post-credit per capire qualcosa…).
In poche parole, Black Panther è un film moderno nel mondo Marvel, è un film che spacca in ogni senso (metaforico e narrativo) ed è eticamente utile per tutti quei bambini incredibilmente irrispettosi che fanno ancora differenze usando la parola razza per etichettare una persona. Basta poco per essere degli eroi: cominciamo dal non usare la parola negro in quel modo.

-Comunque io ho visto molto del Re Leone nel film. Well done Disney, well done.-

Shuri, sorella di T'Challa - LNZ (c) 2018

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