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venerdì 7 settembre 2018

LE PORTE E I GIORNALI (National Geogrpahic)


Sul comodino ho una pila di giornali non letti
e quando ho tempo li apro e li taglio nel mezzo
per creare una magia che sta a metà tra carnevale e i lavori di Fontana.
Ci si possono trovare cose immense in un taglio
senza contare tutte le porte che apriamo quando non sappiamo dove andare
e che potrebbero portarci ovunque sorprenderci una volta per tutte,
magari hai l'Himalaya dietro casa e neanche te n'eri accorto.

Comunque col cazzo che le leggo le notizie
ne ho il pavimento pieno e ci scivolo sopra ogni volta
e ogni volta che cerco di tirarle su
succede qualcosa
tipo che mi entra un animale in casa
e devo portarlo fuori al parco
richiudere le porte aperte dal vento
che ho scoperto che quelle del lato nord
portano tutte verso la savana.

venerdì 23 febbraio 2018

PARIGI SOTTO LA NEVE - Poesia Pre-primaverile



Diciamo che non è il giorno migliore per partire
cominciando dalla neve
continuando coi ritardi
finendo per non arrivare a vedere
il silenzio
il desiderio di poter scappare e cambiare
per poco
giusto il tempo di pensare
non c'è cosa migliore
di uscire dal proprio posto.

Dalla caverna per arrivare
dove anche la luna si stanca di sentirsi guardata
è un tragitto infinito
quindi ammettilo
non è oggi il giorno di farlo.

Ma vuoi mettere
mi dici
Parigi sotto la neve?
Anche se non avrò i vestiti adatti
l'energia che mi aspettavo
il tempo del ritardo sarà
un momento più lungo
per lasciarmi immaginare
quanto silenzio si nasconde
sotto il bianco del mondo
là fuori.

venerdì 9 febbraio 2018

TUTTI E VENTI - Poesia Invernale


Ora vi posso salutare
siete in fila tutti e venti
mi allontano e alzo la mano
ridete
non sapendo che quello che mi aspetta
è meglio di quello che ho già vissuto.

Mi volto e mi inseguite
siete curiosi
ma fate un gran rumore che è impossibile ignorarvi
questa volta quindi rido io
dato che non mi volete lasciar stare.
Sapete che vi mancherò
appena vi avrò seminati.

Siete stati un mio pensiero
un modo di essere o di fare
siete stati una caratteristica o uno sbaglio
che mi hanno reso
più di quanto possa avervi dato.
Siete stati film sbagliati sulla pay tv
i rammarichi e le prime birre con gli amici
ma più di tutto siete stati abbastanza sinceri
per farmi capire che non devo rimpiangervi
o aver paura
o fingere di non voler crescere
quando invece farlo sarà tanto terrificante
quanto eccitante.

Mi va di vedervi da lontano
per farvi una foto
da tenere domani.

lunedì 4 dicembre 2017

PEZZI DI CIAK - Poesia PreInvernale



A provarci si perde tempo
e continuando a parlarci si sbaglia
ci si guarda in faccia
qualsiasi parola esce
qui è buona la prima.

Sotto la doccia esce acqua
e pezzi di ciak
pezzi di rimorsi
correzioni
ragionamenti corretti
per mettersi in pace
dare ragione agli altri
smettere di preoccuparsi
della propria opinione.

Si ma qui
è sempre buona la prima
ed è il modo in cui asciughi la risposta
a farmelo capire.
Il modo in cui
magari per sbaglio
accorci la tua battuta
mi prendi in contrattempo
e quello che dovevo dire
lo trovo nello shampoo.

I pezzi di ciak pungono
tra il sangue che aprono
chiedo aiuto
con uno sguardo in macchina.
Così fermo tutto
anche se ti arrabbi
ma non importa
importa che tu la smetta
a spostarmi gli occhi
che tanto qui
è buona la prima.

lunedì 16 ottobre 2017

QUASI DA ADULTI - Poesia Autunnale


Quindi io ti credo
per il modo in cui mi parli
e rido di nascosto
poiché è così bello far con te
discorsi quasi da adulti.


Le parole migliori alla fine
sono quelle che eviti di dire
per tenerle in un luogo sacro
e scolpirle a fatica
sulla corazza che hai creato
per difenderti.

Dal bisbigliarsi segreti dietro ai banchi
al trovarsi a parlare per lontananza
ci sono la necessità di un abbraccio
le lezioni di Kant che non dimentichi
tutte le volte che ci siamo trovati ad essere sempre troppo piccoli.

I sogni di cui ci priviamo
sono troppo grandi ed arroganti
ma sarà comodo trovarli per strada
quando le tasche saranno vuote
i sorrisi spenti
e la rabbia tanta che
non basterà cercare di entrare nel solco
segnato dal sasso
scagliato in acqua
per trovare un obiettivo.

giovedì 28 settembre 2017

UN SACCO DI PUNTI ESCLAMATIVI - Poesia Autunnale



Quando parliamo diciamo un sacco di punti esclamativi
quando scriviamo digitiamo un sacco di punti esclamativi
anche se poi di ogni giorno
non troviamo nulla di esclamativo
fuorché la rabbia per la sveglia
i semafori gialli
il bisogno di parlare con qualcuno
il resto in centesimi.

Le cose hanno
per natura
un enorme punto esclamativo
marchiato a fuoco
ma noi lo guardiamo di fronte
ed è un punto interrogativo.
L'uncino trascina altrove l'entusiasmo
lo sposta a pelo dell'acqua
ci caschiamo
abbocchiamo
per il semplice fatto che siamo stupidi
e non cambiamo punto di vista.
I dubbi sono solo
esclamazioni che abbiamo il coraggio
di vedere in faccia.

mercoledì 27 settembre 2017

CAZZO QUEL LIBRO DEVE ESSERE PAZZESCO - Poesia Autunnale

C'ha la faccia nella pagina
lo sguardo staccato
uno di quelli che ti fa dire
cazzo quel libro deve essere pazzesco.
Poi si gira e controlla la fermata
sistema i capelli con una mano
l'altra sostituisce il segnalibro
perso tra le ultime pagine
si incanta così a pensare
a creare mondi
lavandosi le mani col vento che arriva da fuori
il vagone si riempie
la gente frana a valle
quando finisce le fantasie
e alzando la testa cerca il finale.
Non può alzarsi senza un terzo atto
allora guarda il tabellone delle fermate
quindi dopo aver contato fino a cinque lo trova
tra la stazione e il sottopassaggio
ed ha la forma di un volto sfocato
a righe veloci
allungate dal ritardo
che si allontana
fino a sembrare
un capoverso letto senza occhiali.
Confusa
sa quanto è rimasta fregata
dalla sua immaginazione.
Però le piace
sorride
conta ancora fino a cinque.

martedì 29 agosto 2017

PERCHÈ LE COSE NON CADONO? - Poesia Estiva

I detriti a lato
spostati dalla pioggia
pezzi di case e montagna
fette di cielo e stabilità
ma alla fine è tutto a posto
e ci viene normale chiederci
Come mai le cose non cadono?

Lo spazio anomalo nella normalità
una breccia che interrompe il cerchio
fermarsi ed esclamare
con i sogni bene aperti
Non lo avevo previsto
davanti alle pagine del libro
al telone bianco del cinema
al computer spento.

Le ruote scivolano finché non diventano quadrate
non ci sono scaglie e spigoli sulla strada
finché il passato sta lì sotto
strato dopo strato
a raccontarsi storie
sempre le stesse
per non cambiare
perché se le cose cambiano
o cadono
arrivano dall'alto.

Le cose non cadono perché l'equilibrio
sta sotto
quando al sopra va bene star fermo.

RIDE - Qualcosa di nuovo sotto il sole (e menomale)

Da due anni a questa parte si parla di rinascita del cinema italiano. Smetto quando voglio, Jeeg Robot, Veloce come il vento, Brutti e...